uva_cesanesePer la maggior parte delle persone fuori dai confini della Ciociaria e di Roma, l’uva e il vino Cesanese del Piglio DOCG è ancora un mistero, una idiosincrasia del Lazio la cui storia ha un ruolo nelle storie delle uve italiane e della fiorente viticoltura.

Per la maggior parte degli stranieri, i vini del Lazio sono rappresentati dai bianchi Frascati dei Castelli Romani, più noto per essere tracannato nelle pizzerie e trattorie nei dintorni di Roma e nei ristoranti italiani di tutto il mondo. Ma per la gente della Strada Del Cesanese, l’uva Cesanese ha sempre avuto la sua maestosità e un’importanza che è stata riconosciuta nel 2008 con l’assegnazione dell’imprimatur DOCG, il primo e uno dei soli tre nel Lazio.

Il Cesanese ha dato credibilità alla cultura del vino del Lazio. I vigneti sono sparsi sulle colline di alcuni piccoli centri soprattutto a nord e a sud di Piglio, la sua sede tradizionale nonostante il fatto che il paese si trovi su uno sperone ben sopra i vigneti.

Eppure nella valle del Piglio si coltiva la vite e si produce il vino fin dall’epoca etrusca, e in epoca romana per la prima volta nel 133 AC. La capacità professionali dei Romani sono ben documentate e questi terreni ‘poveri’ di ferro con terre rosse a base di tufo eroso sono stati riconosciuti come ideali per questi vitigni di rosso corposo.

L’area DOCG, che comprende i paesi di Piglio, Acuto, Affile, Serrone e le città di Paliano e Anagni, è riparata dal Monte Scalambra e dalle colline di Paliano e Anagni. I vigneti tendono ad affacciarsi a sud-ovest e sono esposti ad un clima generalmente temperato, tranne durante i periodi di siccità di metà estate quando il frutto comincia a maturare.

Fortunatamente il gelo è raro e, anche se in ritardo, i temporali estivi con grandine possono devastare le viti. La raccolta di Cesanese è infatti tardiva per dare ai grappoli il loro giusto ‘tempo al sole’, altrimenti il vino che ne deriva può essere troppo sottile per gli intenditori.

Ci sono due sottovarietà di Cesanese: Comune e d’Affile (con origini nella città di Affile). Le note associate al Cesanese definiscono un vino che tende ad avere aromi fini di sottobosco, mora, mirtillo, violetta e ginepro. Il calore, l’equilibrio e i tannini lo rendono perfetto per molti accoppiamenti come con quello con gnocchi di patate, polenta e salsiccia, costine di maiale, abbacchio o pecora in umido.

Se facciamo un giro lungo la Strada del Cesanese, dal 30 settembre al 2 ottobre a Piglio si terrà la 43° Festa dell’Uva, oltre 2000 anni dalla sua fondazione.

Per i turisti il cammino è entusiasmante e partendo da nord, dai Monti Affilani con la città di Affile e i suoi vitigni Cesanese, e andando verso sud si attraversa il centro di Serrone che offre una splendida vista sulla valle ed è ben conosciuto da chi pratica ‘Volo Libero’ dalle vette sopra il paese.

Serrone è anche il punto d’incontro con la strada che viene da Paliano, la città collinare che Marcantonio Colonna aveva selezionato per il suo castello e il suo palazzo. Il forte è stato depredato e messo a nudo dalle truppe di Napoleone che hanno rubato perfino le maniglie delle porte ed è stato poi resuscitato come un carcere (e ancora ha questa funzione). Ma la sua presenza non ostacola la crescita dell’uva Cesanese sulle pendici intorno alla città.

Il viaggio da Serrone prosegue verso Fiuggi con la deviazione su per la collina di Piglio. Il centro storico di Piglio ha una forma a mezzaluna, o a ferro di cavallo, che ricorda al visitatore inglese una versione medievale delle strade di Bath. Geograficamente occupa uno sperone roccioso sul versante occidentale del Monte Scalambra, il ‘protettore ambientale’ di questa zona.

Da Piglio si prosegue ulteriormente verso Fiuggi e troviamo Acuto che segna il confine orientale della zona di produzione del Cesanese del Piglio DOCG. Provenendo da sud, il territorio è delimitato poi da Anagni la “Città dei Papi”, una città d’arte ricca di monumenti medievali tra cui spicca la Cattedrale di Santa Maria Assunta, uno delle più belle del Lazio. Gli straordinari affreschi di XIV secolo conservati nella sua cripta le hanno attribuito il soprannome di “Cappella Sistina del Medioevo”.

Ma durante il week-end alla fine del mese di settembre è tempo di passeggiare per il centro storico di Piglio, assaggiare le uve e sorseggiare la scorsa annata del famoso
Cesanese del Piglio DOCG.