La Cantina Sociale Cesanese del Piglio vede la sua nascita nel 1960 grazie ad un gruppo di viticoltori il cui scopo era creare vini di elevata qualità. Fin dalla sua istituzione, la cooperativa ha sempre evidenziato un forte legame con i vitigni autoctoni ciociari: “l’amore per le vigne è una tradizione che si tramanda da generazioni”.

I vigneti, che i soci curano in modo sartoriale, sono situati ad una altitudine che varia tra i 200 e 600 metri s.l.m.; i terreni sono variegati e vanno dall’argilloso al sabbioso. I vitigni presenti provengono da storiche selezioni clonali dalle quali negli ultimi anni sono stati selezionati sette nuovi ceppi dello storico vitigno cesanese di Affile. Le forme di allevamento più diffuse, congeniali a livelli qualitativi eccelsi, sono l’albese ed il cordone speronato, quest’ultimo frutto di studi sperimentali degli ultimi anni. All’innovazione in vigneto ha seguito una innovazione sulla tecnologia di vinificazione; il nuovo progetto ha preso forma grazie all’idea lungimirante del consiglio di amministrazione, forte delle nuove realtà vitivinicole che sono sorte con lo scopo di rilanciare i vitigni del territorio. Le innovazioni hanno riguardato nuove presse soffici, vinificatori completamente automatizzati ed un locale affinamento termocondizionato della capacità di circa 300 hL. L’attività enologica è stata affidata all’enologo Daniele Proietti, con la supervisione dello storico enologo Domenico Tagliente, coadiuvato da esperti tecnici di cantina. Tra le innovazioni introdotte vi è la figura del socio conto lavorazione, ovvero la cantina gestisce la vinificazione di aziende che poi usciranno con il proprio marchio. Il nostro obbiettivo è far conoscere i vitigni autoctoni della Ciociaria. Le tipologie di viti che attualmente vengono coltivate e vinificate sono il Cesanese di Affile, per le varietà a bacca nera, la Passerina del Frusinate, per le varietà a bacca bianca.

Negli ultimi anni si sono succedute numerose ricerche volte alla selezione clonale di vecchi vitigni autoctoni ciociari, la cooperativa attende frenetica la possibilità di coltivazione e vinificazione dei vecchi-nuovi vitigni.